Redwood e Bigfoot

Crescent City, é una delle prima cittadine che si incontrano entrando in California da nord e  abbiamo scelto di fermarci qui perchè ci è servita  da base per l’escursione di oggi : a pochi chilometri da qui, infatti, iniziano i 3700 ettari del Jedediah Smith Redwoods State Park, con le sequoie più belle e grandi della zona.

In realtá questo paese é davvero desolante: basti pensare che nel 1964 è stato quasi completamente distrutto da uno tzunami, poi ricostruito ma… è evidente la poca cura e la mancanza di una tradizione che guidi le persone a renderlo più accogliente e abitabile.

Ciò nonostante, se appena distogli lo sguardo dalla desolazione del paese e volgi gli occhi verso l’oceano o verso le foreste alle spalle, si viene  travolti da così tanta bellezza che immediatamente ci si scorda  di tutto il resto.

Cominciamo dall’oceano: una costa meravigliosa, il faro ( Battery Point Lighthouse) che assomiglia a una casetta, accessibile solo con la bassa marea, un’atmosfera dormiente e serena…tutto contribuisce a rendere il paesaggio davvero ammaliante.

Proseguiamo con la foresta di sequoie il Reedwood State Park: un polmone verde immenso, possente…davanti alla magnificenza delle sequoie, davvero, ci si sente granellini di polvere sperduti nell’universo.

L’albero più alto del mondo, la sequoia, cresce solo qui, sulla costa americana di nord-ovest: è una specie molto longeva e resistente che può vivere fino a oltre 2000 anni e raggiungere altezze oltre i 100 metri. Ma lascio alle immagini il compito di rendere l’idea della loro maestosità.

Quale ambiente migliore di questo, così primitivo, misterioso, impenetrabile, poteva essere teatro di uno degli avvistamenti più famosi del mitico Bigfoot? Mi riferisco al protagonista di leggende che parlavano di un popolo di uomini selvaggi ma colti, che vivevano nelle foreste e che potevano raggiungere i tre metri di altezza. Si chiamavano Sasquatch e qualche secolo dopo fu proprio dai Sasquatch che si originò uno dei miti più intriganti dell’America settentrionale: il Bigfoot. Ricordate uno dei tanti film con lui protagonista?

Ecco! È il 28 agosto del 1995. Una troupe della Waterland Productions stava  viaggiando attraverso il Jedediah Smith Redwoods State Park a bordo di un lungo e grosso furgone. L’atmosfera era scanzonata, la musica risuonava attraverso i tronchi dei grandi alberi che costeggiano la strada. “È un grosso orso” gridò l’autista ad un tratto vedendo qualcosa di massiccio ai margini del suo campo visivo. A bordo le cineprese non mancavano perciò decisero  di filmare l’incontro e quell’orso si muoveva davvero in modo strano. Camminava in modo eretto, le mani lungo i fianchi e al posto di un muso tozzo ma appuntito la troupe vide quello che sembrava un volto umano. 

“È un Sasquatch!” gridarono poi mentre illuminavano l’essere con tutta la potenza dei fari del furgone. La creatura alta due metri e mezzo li fissò tra il terrorizzato e l’ infastidito e poi sparì nella foresta. 

Un altro filmato, un’altra prova dell’esistenza del Bigfoot?

Mah…io non ho incontrato nessun essere anomalo…a parte nugoli di zanzare fastidiose e assetate che sembrava fossero telecomandate per seguire esattamente la mia persona (e  non quella di mio marito!): mai come oggi la mascherina mi è stata così gradita!

L’ultimo giorno del mondo

Vorrei piantare un albero

Per cosa?

Non per il frutto

L’albero che porta il frutto

Non è quello che fu piantato

Voglio l’albero che si erge

Nella terra per la prima volta

Con il sole che già

Tramonta

E l’acqua

Che tocca le sue radici

Nella terra piena di morte

E le nuvole che passano

A una a una

Sulle sue foglie.

William Stanley Merwin

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